Eventi e tradizioni

Borgo Universo, colori e muri tra entroterra e cielo

5 Agosto 2019

Si fa un gran parlare di promozione del territorio e rilancio dell’entroterra. Ecco, io penso che ad Aielli si sta concretizzando, da tre anni a questa parte, un ottimo mix che si chiama Borgo Universo.

Ma che cos’è?

Lo scrivono direttamente gli organizzatori: è “un festival di street art, musica, performance e astronomia che utilizza il linguaggio dell’arte e dell’astronomia per indagare e valorizzare gli scorci, i panorami e la storia del borgo medievale di Aielli (Aq)”. Tutto nasce dall’idea di una torre osservatorio nella parte alta del paese.

Tra le stradine, sui muri altrimenti fatiscenti e poco appetibili, si stagliano oggi 15 murales che offrono “una prospettiva nuova sul rapporto tra la terra, il cielo e l’universo” con autori come Ericailcane, Gio Pistone, Luca Zamoc ed Alleg.

Niente male.

Ieri entrare a Borgo Universo è stato un po’ come non essere in Abruzzo, è stato quasi come essere a Parigi, o meglio, vivere un Abruzzo esponenziale. Ho rivissuto quella stessa sensazione, quella particolare meraviglia e apertura nello scovare dove meno te lo aspetti arte, ovunque.

Opere che resteranno lì anche a festival concluso e che, quindi, non si esauriscono nella e con la festa.

Aielli si fa così meta di arte permanente e accessibile a tutti (come street art vuole), un mezzo di richiamo fuori stagione. E se poi al mix aggiungi intrattenimenti qualitativamente importanti come i Nu Guinea da Napoli allora è presto detto che con Borgo Universo ad Aielli fanno sul serio.

Si fa un gran parlare del suo sindaco Enzo Di Natale, un “illuminato” pare e che sinceramente pare così anche a me. Tant’è che gli abitanti erano tutti mobilitati, le signore delle ciambelle (ne hanno preparate 3,5mila in quattro giorni) sono state veramente una visione. Ne parla Jasmine qui. E’ in questo che capti l’amore per il paese, disinteressato, puro, “ma chi te lo fa fare”, ma lo fai lo stesso perché sei spinta da dentro.

E se ci mettessimo tutti questo stesso amore per rendere il posto in cui viviamo degno di essere vissuto e non solo abbandonato?

Magari potremmo ritrovarci in un posto ambito, desiderato, bello, sospeso tra entroterra e cielo.

Ps. Ad Aielli, su un grosso muro, hanno trascritto interamente “Fontamara” di Ignazio Silone.

E se non è sorprendente questo…

Simona Pace

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