Girovagando

Cascata di Cusano a Ferragosto, saltellando tra le rocce

16 Agosto 2016

Lo ammetto, io sono una di quelle persone che se non è il 14 non si decide su cosa fare a Ferragosto. A volte ci penso pure, ma alla fine cambio sempre i miei programmi. Così è stato anche quest’anno. Pronta a campeggiare in montagna, tra un impegno e l’altro non ho potuto più portare a termine i piani. Non c’è male però perché, assolti quelli, la scelta è ricaduta su di un posticino nelle mie vicinanze: la cascata di Cusano. Dire che è una meraviglia è riduttivo.

Tanto è bello giungere alla méta quanto il percorso che, con figlia di dieci anni al seguito, fidanzato e un cucciolo di cane di due mesi, è diventato pura avventura. Giunti ad Abbateggio (Pe) si scende per una stradina secondaria che conduce ad un campo di ulivi da attraversare per intraprendere il sentiero. Il percorso non è molto lungo né difficoltoso, naturalmente bisogna prestare attenzione perché se cala quella ecco che la caduta è dietro l’angolo. Si, lo ammetto, io come al solito, al ritorno, ne ho fatta una leggendaria saltellando lungo le rocce che sbucano lungo il fiume. Niente di che, me la sono cavata con un “bernoccolo” sulla schiena. Se state attenti non succede nulla, è che io devo fare sempre la “spaccona”.

Tornando al percorso. Si risale il fiume usufruendo di tratti di sentiero e, maggiormente, sfruttando le rocce. Sicascata di cusano, canyon attraversa una sorta di canyon, frutto dell’erosione nel tempo, in più punti, scende a pioggia la vegetazione rendendo il tutto ancor più selvaggio e quindi affascinante, con il sole che tiepido filtra nell’apertura soprastante fino a quando non riesce più a far capolino. Allora ad accompagnarti è una piacevole sensazione di freschezza acuita dall’acqua che inevitabilmente bagna i piedi (indossare un paio di scarpettine da scogli è l’ideale) e poi arrivi al punto.

La cascata è giusto là dietro. Tra te e lei non resta che una pozza lunga qualche metro e profonda poco meno di un metro e mezzo, l’acqua è gelida, lo sanno bene i tuoi piedi, ma ne odi il lieve frastuono e non puoi tornartene indietro senza averle dato un’occhiatina. Ti spogli (premunirsi di costume è fondamentale) e inizi ad entrare in acqua, il gelo ti prende la testa, ma manca solo qualche passo. Raggiungi un lembo di terra e quella sensazione vola via rimpiazzata dalla bellezza della cascata di Cusano con la sua vasca sottostante dove, chi non ne ha avuto abbastanza del bagnetto precedente, può nuotare fin sotto il flusso.

Nulla al mondo è più molle e più debole dell’acqua eppur nell’erodere ciò che è duro e forte nessuno riesce a superarla, nell’uso nulla può cambiarla. La debolezza vince la forza, la mollezza vince la durezza: al mondo non v’è nessuno che non lo sappia, ma nessuno v’è che sia capace di attuarlo.
Lao Tzu, Tao Te Ching, ca. V sec. a.e.c.

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