L'intervista

Creativo, aperto, intenso e International: ecco come sarà il 34esimo Sulmonacinema Film Festival

31 Ottobre 2016

Il grande schermo ha capacità di catapultarti in altri mondi in men che non si dica. Sulla poltrona, in attesa che un film inizi, salgono le aspettative e lavora la fantasia. Dal titolo e dal trailer cerco di cacciare un ragno dal buco, quasi mai nel modo giusto ma è un nonnulla perché così come leggo un libro guardo anche un film e lavoro lavoro di continuo con la mia testolina, altro che passività. La settima arte va in scena a Sulmona con il 34esimo Sulmonacinema Film Festival che cambia veste e, in un certo senso, anche il contenuto, ma percorre con convinzione il sentiero tracciato che contempla la sua diffusione, un confronto con tutte le altre forme d’arte e una passione che dura da 34 anni ormai. A raccontarci della nuova edizione ci sono Marco Maiorano, presidente dell’associazione, ed i fedeli Pierlorenzo Puglielli e Carlo Liberatore. A loro la parola.

 

Nato come Sulmonacinema Film Festival, passato per semplice seppur accurata rassegna cinematografica, quest’anno la manifestazione si fa internazionale ed accoglie cortometraggi da tutto il mondo. Come è maturata l’idea di questa nuova veste e perché?

Le prime sette edizioni del Sulmonacinema Film festival sono state rassegne sulle cinematografie emergenti. I primi organizzatori hanno incentrato il focus d’analisi su paesi quali la Svizzera, l’Ungheria, il Canada, l’Australia, Cuba e altri latinoamericani. In seguito il Festival si è concentrato sul Cinema Italiano, fino a divenire, nel 2000, Concorso del Giovane Cinema Italiano, opere prime e seconde di registi emergenti.

L’idea di istituire un concorso internazionale di cortometraggi è nata per dare voce ancora più da vicino ai talenti emergenti perché, allo stato attuale del Cinema, il cortometraggio rappresenta il biglietto da visita e il passaggio obbligato affinché i grandi registi di domani trovino oggi ascolto presso i produttori. Un buon cortometraggio è contrassegno di buone doti lavorative, organizzative e dialettiche. Inoltre la forma breve deve condensare in pochi minuti una narrazione in grado di emozionare lo spettatore.

E’ stato un gran bel salto di qualità, come è stato possibile anche economicamente?

Uno degli aspetti più delicati di una manifestazione culturale complessa come il festival è quello economico. Quest’anno, grazie alla formula scelta e alla rete possiamo contare su una crescita del budget. Tra l’altro, rendere il festival una importante vetrina del territorio ci ha consentito di stringere accordi di partnership con diverse aziende. Anche la risposta da parte degli enti territoriali è stata positiva, pur essendoci difficoltà soprattutto circa i tempi delle risposte sui contributi e la loro erogazione.

La sfida di SIFF è stata comunque quella di rilanciare rispetto alla formula precedente, confidando nelle prossime edizioni in un incremento delle risorse a disposizione per un ampliamento dell’offerta cinematografica e del numero di giornate di proiezione.

Quaranta sono i corti in programma selezionati tra ben 400, come si è mossa la scelta e quali sono i temi preponderanti dei cortometraggi in concorso?

La selezione è stata effettuata nel rispetto di un equilibrio tra tematiche, generi cinematografici e durate, ma soprattutto verificando la capacità di ogni singolo autore di proporre una visione unica e innovativa, in grado di analizzare il presente. Per quanto riguarda i temi, i due concorsi spaziano dall’emigrazione all’integrazione, dalla crisi economica all’elaborazione della perdita, dalla riscoperta dei sentimenti alla leggerezza dell’invenzione pura soprattutto nelle godibili commedie e nelle animazioni selezionate.

Giuria di prestigio e giuria popolare o meglio studentesca, quali le sezioni del concorso e i premi?

Nomi importanti compongono le due giurie. Si va da Omar Pedrini, fondatore storico del gruppo dei Timoria, a Udo Dahmen, direttore del Conservatorio di Mannheim, il quale vanta collaborazioni con Sting e Gianna Nannini, da Angelo Valori, direttore di dipartimento al conservatorio di Pescara, a Flavio Ibba, compositore delle musiche per gli spot della Fiat, Pavesi etc, questi i quattro nomi che compongono la giuria che assegnerà il premio Best Music Video. Per quanto riguarda i premi Best International Short e Best National Short, i nomi sono quelli di Victor Perez, regista e super visore effetti visivi, Michele D’Attanasio, direttore della fotografia per “Lo chiamavano Jeeg Robot” e “Veloce come il vento”, Gianluca Arcopinto, il più importante produttore indipendente italiano, e Angelo Carbone, sceneggiatore tra gli altri di Silvio Soldini e Alessandro Angelini.

Gli studenti del Polo Umanistico e del Polo Scientifico Tecnologico di Sulmona sono invece chiamati ad assegnare il “Premio SIFF Studenti”, certi che la collaborazione con le scuole getterà le basi affinché l’Associazione Sulmonacinema trovi nuova linfa negli anni a venire.

Abruzzo Film Commission, tasto dolente della regione eppure sono tanti i registi che scelgono questa terra per i loro film nonostante l’assenza di un organo appropriato. A che punto è la sua istituzione? Quali potrebbero essere i vantaggi (Roccascalegna con “Il racconto dei racconti” ha migliorato di gran lunga la presenza di turisti)? Mentre, allo stato attuale, quali sono gli svantaggi?

La nostra regione è la cenerentola d’Italia sul discorso film commission che, ricordiamo, è un organismo territoriale a supporto delle produzioni audiovisive per agevolazioni logistiche ed economiche. E pensare che eravamo tra i primi ai tempi della film commission aquilana istituita nel 2001! Inoltre registi e attori vedono nell’Abruzzo un territorio sorprendente sotto tanti punti di vista e continuano a sceglierlo, di tanto in tanto, per film e spot (bellissima ad esempio la scena del film di Garrone che valorizza la bellezza del castello di Roccascalegna, nuova meta di cineturisti). Anche a Sulmona negli ultimi anni sono transitate produzioni per il cinema e la tv (Cloro, Come il vento, Natale con i Fiocchi) a cui, come associazione, abbiamo collaborato. Attualmente non sappiamo se la film commission abruzzese verrà istituita in quanto a una prima fase di lavori (nel 2015 siamo stati invitati a un tavolo tecnico) non è stato dato seguito concreto. Ci auguriamo che ciò avvenga presto in quanto porterebbe benefici concreti in termini economici diretti, occupazionali, d’immagine e turistici.

 

Per concludere, tre aggettivi per descrivere quello che ci aspetterà dal 3 al 6 novembre.

Tre aggettivi per descrivere SIFF – Sulmona International Film Festival: Creativo, perché la concretizzazione di un’idea richiede tempo, dedizione, passione, ingegno e creatività; Aperto alla città che rappresenta e al mondo grazie alla rete di relazioni e al web, Intenso per la ricchezza delle proposte cinematografiche e degli eventi collaterali (4 concerti, 2 spettacoli di teatro, 1 mostra) che rendono la manifestazione culturale alla portata di tutti.

In attesa che passino questi tre lunghi giorni godetevi lo spot ufficiale, omaggio al regista Luis Buñuel e condividete questo post con i vostri amici, il “passaparola” è ancora il miglior mezzo di comunicazione 😉

 

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