Racconto di uno scatto

Di Morino vecchia e la cascata, ricordi

11 Aprile 2016

Facebook mi ha ricordato di Morino vecchia e della cascata di Zompo Lo Schioppo attraverso quelle fotine pubblicate in passato e che ogni tot di giorni il social network ripropone, la maggior parte delle volte, sinceramente, facendomi voltare pagina. Questa volta, però, ho accolto di buon grado l’invito, era già un po’ che pensavo di proporvi questo meraviglioso posto perduto nella Valle Roveto, nella parte dell’Abruzzo che si unisce poi al Lazio.

Morino, un piccolo paesino come tanti in questa regione, racchiude in sé due aspetti che la fanno balzare in alto nelle graduatorie dei posti da visitare. A partire dal borgo abbandonato di Morino vecchia, il cui spopolamento è stato causato dal catastrofico terremoto che colpì l’area marsicana nel 1915, quello che rase completamente a suolo Avezzano per intenderci. Da quel sisma il profumo del pane del vecchio forno e quello del vino nelle grandi botti si è andato via via sostituendo al silenzio incessante dell’abbandono, alla vegetazione che ha travolto i vecchi ruderi,  riportati alla luce lo scorso anno in memoria dei suoi vecchi abitanti. Quell’ammasso di pietre accatastate l’unamorino vecchia, valle roveto sull’altra, però, sono la suggestiva e commovente testimonianza  del paese perduto, con il campanile, unico, solo, ad essere rimasto in piedi quasi integralmente. Ciò che mi è rimasta più impressa in questo posto è la piazza, una terrazza sospesa sulle colline che guardano al Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise con i monti Ernici e Simbruini che si fanno imponenti sentinelle della valle. E poi il cimitero che testimonia con le sue epigrafi la presenza di storie umane andate e l’ossario diviso in uomini, donne e bambini. A distanza di un anno chissà come, e se, gli abitanti di oggi sono riusciti a valorizzare questo sito così come avrebbero tanto voluto.

Poco distante, nella riserva di Zompo Lo Schioppo, invece, la cascata, cuore dell’ambiente protetto, è viva più checascata zompo lo schioppo mai nel suo salto di 80 metri. Ai suoi piedi i rivoli d’acqua si moltiplicano finendo direttamente sotto i piedi di chi li attraversa, un ambiente rigoglioso, tipico delle zone umide, con muschi e fiori corposi dai vivaci colori. E poi le staccionate in legno, i ponticelli e gli alberi a picco sul ruscello principale che sembrano quasi farti volare. Pura poesia per le orecchie, inoltre, con lo scrosciare dell’acqua pronto a farti compagnia in ogni singolo istante in cui ti trattieni in riserva. Questo è Zompo Lo Schioppo, dove la magia si tocca e la si intravede tra la vegetazione, dove davvero arrivi a credere ad un mondo nascosto fatto di fate e folletti pensando:

“Tutto è possibile”.

Dove la natura si fa a te cara e la accarezzi come l’essere vivente che è. Si chiama effetto Abruzzo e nasce spontaneo non appena si iniziano ad aprire occhi, mente, cuore.

Questa volta vi saluto con un video, scelto tra i numerosi presenti su Youtube:  Zompo Lo Schioppo Natural Park

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