Girovagando

Gole di San Venanzio, vivere l’arte con Emanuela Ascari

19 Ago 2016

 

Quando l’arte incontra la natura, e le fa un inchino mettendosi al suo servizio, si vivono cose straordinarie, cioè fuori dall’ordinario. Esattamente quello che sta accadendo alla Riserva regionale Gole di San Venanzio a Raiano. Seconda edizione, la scorsa settimana, del progetto “Air-Arte in Riserva” che alle opere già presenti ne ha aggiunte altre. Io ne ho vissuta una.

L’idea dell’artista Emanuela Ascari ha permesso non solo di visionare un’opera, ma di comprenderla appieno vivendola sulla propria pelle. San Venanzio è protettore di tanti mali e varie peripezie, tra cui le cadute. Lei, Ascari, ha confessato che subito dopo aver ricevuto la proposta di partecipare a questa rassegna è caduta in bici rischiando di farsi davvero male. Se l’è cavata con un dentino rotto e niente di più. Ha fatto due più due, memore della fama di San Venanzio, le coincidenze non esistono, e tutto ha un suo perché … non le è rimasto che accettare.

E’ proprio al concetto di caduta che si lega la sua opera: il bastone come sostegno, un oggetto naturale che si fa culturale non appena viene utilizzato per rafforzare l’equilibrio del viandante, dell’escursionista dei nostri giorni, dell’anziano che deambula. I suoi bastoni, di diverse forme e dimensioni sui quali ha inciso alcune citazioni, sono stati i bastoni che abbiamo utilizzato per sostenerci lungo il sentiero che dalle sede della Riserva conduce all’Eremo. Arte dinamica, in movimento, che abbiamo accompagnato dritta a destinazione. Lungo ilIMG_1429 percorso artistico-naturalistico ad aspettarci c’era una istallazione, un sorta di porta pali, anzi un vero e proprio porta pali, in cui, una volta conclusa l’escursione, abbiamo adagiato i nostri bastoni, a disposizioni di chi in futuro ne avrà bisogno. Arte dinamica, partecipata ed altruista, dal forte significato, di quelli che ti rimangono qui dentro.

Se poi metti che durante tutto il tragitto siamo stati allietati da tante e curiose spiegazioni sulle erbe spontanee grazie alla profonda conoscitrice Daniela Di Bartolo, parte della neonata associazione Keria, allora… il pomeriggio non poteva non essere più straordinario di così.

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