M’illumino d’Abruzzo

Nascere, crescere, vivere in Abruzzo crea dipendenza.

Proprio così, è una regione che ti penetra fin nelle ossa, non solo per il clima rigido dell’inverno. Roba da maneggiare con cura, insomma, che, ahimè, non risparmia nessuno. Nemmeno il turista occasionale. Respiro questa regione da sempre, ed ogni volta resto meravigliata di fronte al carico di bellezza, selvaggia bellezza, che preserva, complice, forse, anche la sua scarsa valorizzazione. Se da una parte, e purtroppo, ci sono magnifici siti storici ed archeologici completamente abbandonati all’incuria, dall’altra luoghi naturalisticamente importanti si sono preservati proprio per l’assenza di un vero flusso turistico.

L’Abruzzo

è la regione dei parchi e delle riserve con circa il 36 per cento di territorio protetto. Tre sono quelli nazionali: il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) è il più vecchio dell’Appennino, il Parco del Gran Sasso-Monti della Laga e, più vicino a me, il Parco della Majella che ne guarda un altro ancora, regionale, il Parco del Sirente-Velino. Non è finita qui perché non bastano tre territori protetti a dare all’Abruzzo l’appellativo di “Regione verde d’Europa”, ma contribuiscono anche le oltre 40 riserve tra statali, regionali e inserite o non nell’Elenco Ufficiale delle Aree Protette.

Qui in Abruzzo è tornato a girovagare l’orso, non è così raro incontrarlo in qualche piccolo borgo, e sempre più spesso anche i lupi, i cervi, gli istrici, le volpi fanno capolino. Qui accade di essere attirati dal richiamo delle poiane che ti ronzano sulla testa mentre si passeggia tra querce e faggi; di sobbalzare quando dal fiume ad un tratto si alza in volo un esemplare di airone cenerino; di assaggiare i piatti tipici in uno dei tanti agriturismi sparsi sul territorio; di bere vino e liquori di ottima qualità e fermarsi a fare due chiacchiere con la gente del posto per proseguire poi verso un’altra vetta al di là della quale si aprono ampie valli costellate da paesetti che, al calar del sole, si accendono di tanti puntini luminosi e si animano di voci.

In tutto questo, io, m’illumino d’Abruzzo e tu?