Girovagando

Il castello di Gagliano Aterno, una perla tutta da sbirciare

22 Marzo 2016

Avete mai sbirciato dal buco di una serratura? A me è capitato non troppo tempo fa quando mi sono ritrovata davanti al cancello del castello di Gagliano Aterno (Aq). Quella minuscola apertura era il gustoso invito ad un banchetto per gli occhi . Un vedo non vedo che, naturalmente, non ha fatto altro che aumentare in me il desiderio di oltrepassare  quell’imponente ostacolo per addentrarmi in una delle proprietà storiche più inaccessibili d’Abruzzo e, a dirla tutta, tra le meglio conservate. Facendomi forza  delle giornate del Fai (Fondo Ambiente Italiano),  ho finalmente varcato quella soglia. Non solo io, con me altre 5mila persone hanno avuto questa possibilità.

Le origini del castello sono riconducibili all’anno Mille, come molte altre fortificazioni presenti sul territorio abruzzesecastello gagliano aterno, ma è nel 1328 che venne costruito così come lo si può ammirare adesso con successivi interventi di ampliamento e fortificazioni succedutesi man mano che l’edificio passava di famiglia nobile in famiglia nobile, gli ultimi i Lazzaroni.

Ed è stata proprio la discendente di questa famiglia a privarsi di tale bellezza pur di mantenerla intatta com’era. I costi di manutenzione, infatti, erano troppo esosi così, grazie anche all’intervento della Soprintendenza, la baronessa ha deciso di dividere il castello in 18 appartamenti venduti ancor prima di metterli sul mercato. Insomma, la signora aveva pensato per bene di abbandonare il castello lasciandolo nelle mani di facoltosi amici. Si narra che anche Sofia Loren, Bulgari e altri personaggi notiloggiato castello gagliano aterno vi abbiano soggiornato immersi nella natura del Parco Sirente Velino, addirittura nel 1216 San Francesco fu ospite dei conti di Celano.

Quello che è stato possibile fare a noi, povera plebaglia (simpaticamente parlando), è stato visitare le zone comuni del castello, quelle, per intenderci, in cui gli attuali proprietari si riuniscono tra di loro. La cantina dal sapor medioevale con enormi botti di legno, un bar  dagli sgabelli sopra le righe, l’angolo dicastello galiano a. salavani e quello per il pranzo. Un’atmosfera surreale quasi da richiamare, in qualche angolo, “Il signore degli anelli”. Linea un po’ più contenuta e, diciamolo anche, dal gusto anni ’90, per la sala posta in cima alla scalinata del loggiato che, in realtà, è la parte più suggestiva del palazzo con le sue finestre ad archi acuti e pieno sesto ed un pozzo centrale. E prima che lo dimentichi, c’è anche il ponte levatoio, non ricordo di averne mai visto uno.

Certo è un peccato che un castello di così tanta bellezza resti chiuso per tutto il resto dell’anno lasciando solo intravedere la sua rara bellezza, imponente dal paese, ma, a dirla tutta, se il risultato è vederlo vivere ancora per secoli allora… io resto a sbirciare ancora da quel buco della serratura.

 

 

 

 

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply