Stili di vita

Il favoloso mondo di Daniela

9 Feb 2017

Vivere sostenibile si può! Non si tratta di una utopia, di uno stare fuori dal mondo o al margine della società. Vivere sostenibile si può davvero e ve lo provo.

Questa è la storia di Daniela Di Bartolo, oggi raccoglitrice convinta, in passato impegnata nel settore turistico, attiva un po’ in tutta Europa e con base in Germania. Ad una certo punto della sua vita qualcosa ha iniziato a starle stretta, l’esigenza di vivere la natura si è fatta sempre più forte. L’Italia è stata la prima scelta per lei che nel sangue ne porta le origini. Ora vive a Raiano (Aq), qui in Abruzzo, ma la prima tappa è stata il Basso Cilento dove si è trasferita con il compagno, Werner. Un paesaggio mozzafiato:  “Dietro gli Appennini e davanti il Tirreno-racconta Daniela-. Se fossi restata fissa in Germania mi sarei ammalata entro un anno”.

Cambiato il paesaggio, un’altra tappa, interiore questa volta, è stata quella di avvicinarsi allo stile di vita a cui, in un modo o nell’altro, ha sempre proteso. Nessun acquisto è stato più effettuato se non se ne conosceva la provenienza, neanche al mercato. Al bando i supermercati, e riduzione al minimo degli scambi con il denaro, tornare al baratto è stato così un passo obbligato. I progetti avviati in Cilento sono stati moltissimi: un orto sinergico, tanti laboratori ed un continuo via vai di genti da ogni dove per imparare le tecniche di autoproduzione. Ad un certo punto l’orto è andato distrutto. Dopo lo sconforto, la voglia di proseguire ha condotto Daniela a rivolgersi a Madre Natura per ogni sua esigenza.

daniela versione minion

Come si dice: “Impara l’arte e mettila da parte”. Così Daniela rispolvera la sua infanzia passata con la mamma e la vicina in cerca di erbe e intraprende, finalmente, la sua vera strada: “Ho iniziato a raccogliere giornalmente per la nostra alimentazione e per la nostra cura” continua nel suo racconto. La vita inizia lentamente a prendere un’altra nuova forma, lo stress lascia spazio ad una mente più serena e ad una routine più calma, anche elastica, tollerante verso i contrattempi: “Non sono ricca di soldi, ma di tempo, che al giorno d’oggi è un grande lusso”.

Ed entra in scena l’Abruzzo dove Daniela ed il compagno si trasferiscono nella casa di famiglia. Da qui partono nuove avventure, tante e varie a seconda della stagione. Al letargo invernale, stagione dedita all’introspezione, allo studio ed approfondimento delle erbe, lentamente si sostituisce la primavera. E’ questo il periodo in cui Daniela riparte con il suo lavoro: colazione, zainetto, cesto e via alla ricerca di erbe da mettere in tavola o da lavorare e conservare per i più disparati usi, dagli oleoliti alle marmellate.  Un luogo diverso per ogni stato emotivo.

Detta così forse ancora non vi convince. Forse.

Allora ho chiesto alla protagonista della rubrica “Stili di vita” di spiegare in che modo si può avere uno stile sostenibile tutto il giorno. Lascio a lei la parola.

fiori per cena, l’insalata di daniela

Nutrimento. “Raccolgo selvatico, coltivo qualcosina, baratto con amici coltivatori quello che mi manca, acquisto per esempio farina o in negozi bio o direttamente dai coltivatori bio (mi piace vedere e parlare con chi coltiva quello che poi mi nutrirà!). Ci sono contadini che mi chiamano quando hanno troppi frutti sulle piante perché sanno che io vado a raccoglierli, sono felice e poi li utilizzo! Per esempio dai frutti creo marmellate, gelatine, frutta essiccata, che consumo oppure dono”.

Igiene personale e della casa.  “Utilizzo soprattutto saponi autoprodotti (li fai una volta e durano per anni!). Così pure per lavare i piatti ed i panni”.

Vestiario. “Abbiamo cosí tanti vestiti che credo basteranno fino al passaggio ad altra vita. Pensa i miei occhiali da sole preferiti li ho dal 1986, li presi in un negozio di usato a Colonia! Le calze ce le fa a maglia la mamma di Werner, la lana ora la prendiamo da Valeria a Santo Stefano in Sessanio, abruzzese d.o.c. e tinta con piante officinali. Poi scambiamo con amici. Se ci occorre qualcosa, tipo scarpe, ci si mette alla ricerca. Con il gruppo d’acquisto che avevamo formato in Cilento abbiamo preso delle scarpe biologiche nel mantovano. Biologiche perché quando si rompono si disfano nell’ambiente e tornano nel ciclo naturale. Questi prodotti si chiamano: Cradle to Cradle (trad. dalla culla alla culla). Ora ho fatto una proposta ad una ragazza, una sarta speciale, di venire ospite da noi e in cambio di assemblarmi il guardaroba. Mi spiego: da un vecchio tailleur che utilizzavo da studente nelle fiere turistiche e da una vecchia giacca di ottima stoffa e fattura, che non indosso più, si può ricavare un capo di abbigliamento nuovo e simpatico”.

Coccolarsi in generale. “Dopo una camminata in montagna mi coccolo mettendo i piedi nudi nell’acqua fredda della Solfa; mi coccolo andando a raccogliere le erbette che saranno le mie tisane d’inverno; mi coccolo facendo un pediluvio pure con le erbette e l’acqua calda e poi facendomi un massaggio con il mio oleolito di timo o rosmarino a seconda del mio bisogno; di tanto in tanto anche acquistando qualcosa, magari una buona bottiglia di vino. Ad esempio dopo 4 anni ho realizzato un vecchio sogno. Cioè ci sono voluti 4 anni di tempo per maturare e realizzare il mio anello”.

il fiore di daniela

Farsi belle. “Se stai all’aperto la pelle assume una bella tinta. Utilizzo solo matita per gli occhi e rimmel che acquisto in negozi bio. La crema per il viso e corpo la faccio da me (olio evo, cera d’api ed oleoliti), un unico prodotto buono basta, almeno a me.  Da due anni non utilizzo neppure più i coloranti naturali per i capelli (già a 28 anni avevo i primi capelli grigi, li coprivo con henné e non me ne rendevo conto) e contro il parere dei più: sono una donna dai capelli sale e pepe e mi piace. Dalla parrucchiera ci vado ogni tanto, mi piace farmi lavare i capelli con massaggio e non mi piace tagliarli da sola. Una delle ultime volte ho fatto un baratto pure con lei, ho scambiato la sua professionalità con erbe essiccate e balsami autoprodotti”.

Come iniziare a cambiare?

“In grande semplicità- risponde Daniela-. Fermandosi a respirare (fino alla pancia!) chiedendosi se tutto va bene. E se non va, iniziare a modificare. Piano, piano. Anche se il pianeta non può aspettare. L’industria deve cambiare, non noi o il pianeta adeguarsi a lei”.

Da dove partire?

  1. Iniziare a ripulire casa. cosa mi occorre, cosa non mi serve? Non buttare, ma organizzare mercatini di scambio e baratto. Ciò che non serve a me può essere utile a qualcun altro. Ridare vita agli oggetti.

  2. Iniziare ad occuparci del mondo che ci circonda come se fosse casa nostra. E’ casa nostra! Non buttare plastica nell’ambiente e neanche bruciarla (facendolo creiamo diossina, causa del cancro); non lasciare l’auto accesa anche in caso di brevi soste.

  3. Mangiare con calma buoni prodotti.

  4. Prendersi il tempo per passeggiare e per bere un caffè con un’amica/o. La società siamo noi! Fermiamoci, parliamo e ascoltiamo chi ci sta accanto.

  5. Non fare debiti per andare in vacanza. Se non hai soldi passa le giornate andando a piedi nella tua città, paese e nei dintorni. Non costa nulla e sarà un’avventura incredibile.

le sue calendule

Allora la rispettiamo questa Madre Terra ?

Se questo articolo ti è piaciuto o ritieni possa essere utile a qualcuno condividilo, i buoni esempi di sostenibilità sono da diffondere.

 

(foto di copertina di Elena Rachele Bottacchi)

 

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