Racconto di uno scatto

Italia, la moneta

25 Febbraio 2017

Protagonista di “Racconto di uno scatto”, la rubrica di questa settimana, sarà la moneta italica  custodita nel Museo Archeologico di Corfinio, e un po’ di storia che a me piace tanto. L’occasione è stata il progetto “Piccoli esploratori” grazie al quale l’estate scorsa ho coinvolto un po’ di bambini nell’esplorare le realtà storiche e le bellezze naturalistiche del Centro Abruzzo. Tra le tappe c’è stata anche Corfinio con il suo museo, gli scavi e i laboratori di scavo che hanno trasformato i miei cari monelli in tanti piccoli archeologici. Faceva caldo, ma devo dire che sono rimasti tutti soddisfatti. Spiegata la storia della foto passiamo a quella che la rappresenta.

Le monete italiche vennero coniate durante il periodo della guerra sociale (91-89 a.C.) che contrappose i popoli italici all’Impero Romano. C’erano i sanniti, i marsi, i piceni, i vestini, i frentani, i lucani, i marruccini e i peligni. La capitale della Lega che si era formata per far fronte alle legioni romane divenne, in un primo momento, Corfinium e successivamente Aesernia, in entrambe venivano coniate le monete, importanti  perché rappresentano l’intenzione di questi popoli di essere autonomi da Roma. Quella stessa Roma che non voleva concedere loro i diritti di cittadinanza. Insomma, si erano creati un proprio governo, una propria moneta, un altro stato. Gli italici ebbero la peggio, nonostante degli eserciti all’altezza di quelli della “capitale”,  tuttavia ottennero finalmente la civitas romana” ossia gli stessi diritti dei cittadini romani.

L’importanza di questa moneta in argento, oltre al fatto di rivestire un’alternativa alla circolazione monetaria romana, è che per la prima volta vide apparire in epigrafe il nome Italia. Nel retro della moneta appariva la sua personificazione, una dea con l’elmo che si opponeva alla testa di Roma.

Nei miei post torno spesso a questo periodo storico, mi affascina comprendere nel mio piccolo ogni singolo dettaglio di ciò che avvenne ai tempi della grande “Corfinium capitale d’Italia”, un ritornello che spesso racconto ai più piccoli lasciandoli a bocca aperta

chi se lo sarebbe mai aspettato che…

Eppure facciamo parte di una serie di dinamiche storiche di rilievo che vale la pena trasmettere alle future generazioni perché, e non mi stancherò mai di ripeterlo, noi non viviamo in un posto in cui non c’è niente bensì in un luogo “carico” che non aspetta altro si essere ri-scoperto.   

 

E se anche voi avete uno scatto daraccontare inviatelo a info@lemilleeunabruzzo.com insieme ad un brevissimo racconto

 

 

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