Girovagando

Le cascate di Rio Verde, le più alte d’Italia

2 Lug 2017

Alle cascate del Verde ci sono arrivata quasi per caso di ritorno dalla costa. Per una serie di distrazioni abbiamo perso l’ingresso dell’autostrada e abbiamo deciso di avventurarci verso l’entroterra per far ritorno a casa. Il panorama ed i paesaggi della Val di Sangro hanno un fascino tutto particolare con la caratteristica di avere alcuni borghi decisamente arroccati sulle rocce. Uno spettacolo da tenere il naso al finestrino fino a quado siamo giunti all’incrocio con Borrello. Lì si sono aperte diverse porticine nella mente fino a quella che mi ha riportata alla foto che qualche tempo fa il mio babbo scattò alla mia mamma proprio nella Riserva delle cascate di rio Verde a Borrello. Ovviamente abbiamo girato verso il paesello.

Quello che ho scoperto, oltre al posto fantastico, è che la riserva è diventata pane quotidiano per alcuni ragazzi del paese. Un progetto voluto da loro, tra i pochi rimasti in paese e senza lavoro, e sostenuto dalle amministrazioni. Un progetto che dai 3 mila visitatori ha condotto lo scorso anno ad un numero di 17 mila con tanto di interesse da parte del programma “Alle falde del Kilimangiaro”. Niente male.

Le cascate di Rio Verde, con i loro 200 metri, sono le più alte in Italia. Sono accessibili grazie ad un sistema di gradinate realizzate in modo da dare un vista panoramica sulle stesse senza però riuscire a raggiungerle. Siamo, infatti, in una oasi del Wwf protetta dove il rispetto per la natura è la parola d’ordine anche se, ci spiega il gestore, le attività ed i percorsi naturalistici sono numerosi. Non ci si può fare il bagno, ci viene sottolineato, soprattutto alla luce di quanto è accaduto alla cisterna di Bolognano, altro paradiso abruzzese. “Se mi faccio il bagno e camminando schiaccio una pietra dove sotto c’è un gambero, quel gambero muore” aggiunge il gestore. Basta poco per farci capire che in fondo vale la pena sottrarsi qualche piacere.

Ma la frescura non manca nel tragitto che conduce alla terrazza sulle cascate, lo senti prenderti la testa velocemente e, in una arida giornata estiva, darti sollievo. Ad agosto, ci riferiscono, la fiumana di visitatori è incontenibile, nonostante le regole da osservare. L’ingresso, tuttavia, è stato pensato in modo da fornire diversi svaghi a grandi e piccini. La prossima inaugurazione sarà quella di un grazioso chalet in pietra dove verrà insediato un bar-ristorante per degustare le bontà abruzzesi e molisane, qui siamo solo ad un passo con il Molise infatti.

Il tempo ridotto non ci ha permesso di incamminarci verso il secondo percorso possibile, ma in inverno, abbiamo scoperto, che si dilettano anche nell’organizzazione di ciaspolate. Ci siamo rimessi in macchina con la promessa di tornare a familiarizzare con una zona così vicinissima, tra le altre cose, a Roccascalegna e località che meritano di essere visitate.

See you soon

Ps. Tempo fa feci un’intervista al professore universitario Bartolomeo Schirone, nome noto tra studiosi e ricercatori della montagna e originario di Borrello. In quella occasione parlammo di Appennino centrale e possibilità di sviluppo. Leggetelo

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