Storie dalla Storia

Oscar Fuà, il sogno della libertà

5 Dicembre 2016

Nonostante l’ora tarda e il 4 dicembre che volge al termine non posso esimermi da un post che ricordi la figura di Oscar Fuà. Giovane che prese parte al sogno di liberazione della Brigata Maiella, quella che dall’Abruzzo si era mossa verso nord per liberare l’Italia dall’occupazione nazista.

Oggi nella sua patria, Sulmona, lo hanno ricordato nel giorno in cui venne ucciso dal fuoco nemico, era il 1944. A causa di forze maggiori non ho potuto prendere parte alla commemorazione ed ora sono qui per farlo a modo mio.

Scriveva Giuseppe Bolino:

«Egli era buono ed era forte; aveva gli occhi sereni e dolci, di un verde malioso come brughiera affogata nell’orizzonte, ed i capelli ricciuti. Il sorriso calmo e limpido con cui la natura lo aveva battezzato alla vita, fugava ogni ombra sul suo viso, su cui era incisa indelebilmente una ingenua sincerità. Oscar era buono, soprattutto, ed era ardito: sognava i voli dell’aquila»

(Dal Corriere Peligno, articolo di Vincenzo Pizzoferrato)

“Una ingenua sincerità”. “Sognava i voli dell’aquila”. Un sognatore, insomma, di quelli tenaci, di quelli di cui abbiamo bisogno oggi più che mai.

Era ebreo. Nel 1938 venne bandito dalla scuola a causa delle leggi razziali. Ve lo immaginate? Non poter più andare a scuola, così, da un giorno all’altro. Eppure è successo. E via il riscatto, quell’esigenza di prendere parte all’azione liberatrice, era il 7 ottobre, circa due mesi dopo venne ucciso. Aveva 17 anni. Antonio Bonitatibus racconta quel triste giorno in questo articolo pubblicato sul sito della Brigata Maiella.

Su Oscar Fuà è stato scritto un libro ad opera del professore Edoardo Puglielli (la copertina nella foto), uno di quelli che scava e scova gli eroi di terra nostra e ce li consegna, li consegna alla memoria.

Perché scrivo questo? Spesso mi ripetono che gli ideali sono morti da un pezzo, che la realtà è ben altra e che per campare in tranquillità bisogna indossare “la” maschera. Leggere le storie di questi patrioti mi fa sentire meno sola e il magone sembra quasi sciogliersi.

In un’epoca che sottrae magia, la storia ci fa compagnia.

 

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