Girovagando

Punta le Morge, dove il trabocco si fa didattico

29 Luglio 2016

I pennoni si protendono sul mare come lunghe braccia pronte a gettare la rete nella speranza di un buon pescato. Un ragno in legno che domina la spiaggia. Aprendo gli occhi all’immaginazione riesco a sentire suoni ed odori di un faticoso passato. E’ la Costa dei Trabocchi.

Le origini dei trabocchi sono ambigue, ricondotte da diversi studiosi ad altrettante date, ma pare proprio che Pietro da Morrone soleva uscire dall’Abbazia di San Giovanni in Venere, a Fossacesia, per raggiungere una collina lì vicino (l’attuale “Belvedere”) per ammirare la costrabocco punta le morge reteta già costellata. Parliamo, quindi, del 1240.

Quello di Punta le Morge, a Torino di Sangro, ha una particolarità, quella di essere, ora, un trabocco didattico in cui la storia, che fu di queste “macchine da pesca”, viene tramandata di generazione in generazione fino ai bambini, con tanto di simulazione, per non perdere le tradizioni. Gestito dall’associazione culturale Lu Travocche, al suo interno si svolgono anche visite guidate e eventi di tutti i tipi per gli associati e non, come la pulizia della spiaggia e i corsi di pesca.

La sua storia conserva un retrogusto tragico perché il suo declino è strettamente legato alla morte del giovane figlio dell’allora proprietario, era il 1951. Il Trabocco di Punta le Morge venne costruito tra il 1918 ed il 191trabocco punta le morge vista9. L’abbandono e le mareggiate, poi, ne hanno segnato la fine, ma nel 2000 grazie ai fondi per le zone Sic è stato ricostruito.

Seduta sulla spiaggia ciottolosa e selvaggia lo contemplo, opera dell’uomo, parte integrante della natura. Niente schiamazzi, sovraffollamenti e ombrelloni ad impedire lo sguardo ad un panorama che non chiede altro di essere ammirato.

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