Girovagando

Sulle tracce del mio vicino, l’orso

15 Novembre 2015

L’orso non è pericoloso per l’uomo.

E’ questo il sunto della “Festa del Letargo” (anche se con questo caldo di dormire ancora non se ne parla), manifestazione organizzata dall’associazione “Dalla parte dell’orso” che ha visto, tra le altre attività, anche l’escursione “Sulle tracce dell’orso”.

La passegg20151115_104549iata è stata un’occasione per scoprire uno dei passaggi che solitamente il plantigrado percorre per passare dal Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise a quello della Majella, e per viversi una delle località naturalisticamente più rilevanti in un periodo mag20151115_094338nifico come l’autunno.

Siamo nella Riserva Monte Genzana-Alto Gizio di Pettorano sul Gizio, un vero e proprio corridoio ecologico che permette agli animali di muoversi da una zona protetta all’altra agevolandone, di conseguenza, la diffusione.
L’obiettivo della giornata, quindi, è stato quello di sottolineare la possibilità di una convivenza “pacifica” tra animali e uomo, come è sempre accaduto fin dalla notte dei tempi.
L’associazione, d’altronde, nasce proprio a seguito dell’uccisione, lo scorso anno, di un esemplare di orso per mano umana dopo una seie di
incursioni in vari pollai delle frazioni di Pettorano, zone in cui viene spesso avvistato.

Quello a cui si mira, oggi, è sensibilizzare abitanti, turisti e popolazione in generale, all’importanza della tutela degli orsi, specie in rischio di estinzione, per i quali, nonostante i vari progetti portati avanti dai Parchi, non si assiste ad un vero e proprio incremento della popolazione come è accaduto, al contrario, per i lupi. L’orso, infatti, è un
animale orsimolto particolare, sensibile a tutto ciò che gli accade intorno. E’ stato molto curioso, ad esempio, venire a conoscenza del fatto che il maschio e la femmina si accoppiano a maggio, ma è solo a fine estate che il seme feconda in base all’ovulazione nella femmina, che può anche non avvenire se Madre Natura ritiene quell’esemplare poco in-forma e non all’altezza di sostenere una gravidanza. Il parto, poi, conta uno massimo due cuccioli che verranno seguiti dalla madre fin oltre il primo anno di età. Le femmine sono pronte alla gravidanza, in media, ogni due anni. La riproduzione non è, perciò, così scontata.E’ necessario, quindi, tutelare i corridoi ecologici e agevolare, altresì, le attività antropiche continuando a fornire indennizzi in caso di “scorribande selvatiche” così da non “incattivire” i cittadini nei loro confronti ed evitare gesti irrimediabili come quello dello scorso anno appunto.

Detto questo, restano alcuni “miti” da sfatare circa l’orso, a partire dalla sua presunta pericolosità. Si tratta di una specie potenzialmente non aggressiva, bensì schiva e timorosa dell’uomo tanto da evitare qualsiasi contatto. In caso di incontro (perché può sempre accadere) è necessario restarorso marsicanoe calmi, fare rumore per indurlo ad allontanarsi o prendere per primi l’iniziativa e togliere il disturbo con tutta tranquillità e lentamente.

Tolleranza e rispetto sono, quindi, la base per una serena convivenza tra uomo e orso come lo sono per qualsiasi altro tipo di
essere vivente. Nessuna prevaricazione deve essere ammessa in nome di un diritto reale o presunto, in fondo chi si è stanziato prima, e dove?

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