L'intervista

“Uno spot per l’Abruzzo” bene comune, intervista all’ideatore Walter Nanni

14 aprile 2017

(foto di Uno spot per l’Abruzzo)

“Uno spot per l’Abruzzo”, campagna promozionale dal basso sostenuta grazie al crowdfunding, nasce in risposta all’immagine mediatica diffusa all’indomani della tragedia di Rigopiano, dell’emergenza neve e del terremoto quasi a voler sentenziare che qui non c’è altro che pena. Walter Nanni, regista abruzzese, lancia in quei giorni un appello a tutti i suoi colleghi e corregionali per creare un gruppo in grado di veicolare il vero volto dell’Abruzzo attraverso i video. Nel giro di pochissimo “Uno spot per l’Abruzzo” è rimbalzato su testate nazionale ed internazionali per il video “La bella addormentata” (qui il video). Ne parliamo proprio con Nanni che di questo progetto, ormai “bene comune”, è il primo membro.

 

Quale è stata la scintilla, quel certo non so che, che più di altri ti ha infastidito e ti ha portato ad appellarti ai registi abruzzesi per creare un’altra immagine, la vera immagine dell’Abruzzo?

La scintilla è nata da quel senso d’ingiustizia che ho provato nel vedere l’Abruzzo ancora una volta in ginocchio. La cronaca nera è necessaria, ma abbiamo il dovere di raccontare anche l’anima di questa parte dell’Italia. Questo progetto è solo un atto d’amore nei confronti della nostra terra, niente di più.

La risposta dei colleghi, e di altri professionisti, è stata imponente, oltre cento. Cosa hai provato e come hai organizzato il meccanismo di “Uno spot per l’Abruzzo”?

La verità è che ognuno ha dato qualcosa e ha contribuito. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando tutti gratuitamente. L’apporto di ogni singola persona è stato importante. La nostra è diventata in poco tempo una realtà che funziona, fatta di gente davvero capace: ogni giorno idee e lavoro collettivo ci stanno aiutando a far crescere e migliorare questo progetto. Per la prima volta stiamo portando avanti un progetto collettivo, mi sembra una novità incredibile!

Il video “La bella addormentata” è riuscito, in un certo senso, nell’intento di diffondere, sia a livello nazionale che internazionale, un’immagine sobria della regione. E’ stato centrato l’obiettivo? Cosa bolle in pentola?

Quei trenta secondi in cui la bella addormentata si risveglia rappresentano, metaforicamente, gran parte del nostro progetto: è una sorta di manifesto. Crediamo che questa terra vada raccontata: la poesia e l’immaginazione sono straordinarie chiavi di lettura per arrivare al cuore di tante persone, anche all’estero. Il progetto è nato, all’inizio, per creare uno spot, ma incontro dopo incontro, sogno dopo sogno è nato un film, che già vediamo nei nostri occhi e che presto avremo modo di presentare a tutti voi. Ci sono oggi tante energie e tante professionalità in questa avventura e abbiamo deciso di realizzare, oltre allo spot, un film: un grande documentario internazionale, da realizzare tutti insieme. Vogliamo raccontare la storia, l’arte e l’ambiente della nostra terra come forse non è mai stato fatto prima.

Il tuo è un progetto straordinario che è riuscito a far leva sull’orgoglio degli abruzzesi, ma cos’è che, oltre a questo, bisognerebbe fare in Abruzzo a tuo parere?

Questo progetto non è mio, è nostro. Anche tuo. È un bene comune e appartiene a tutti quelli che hanno voglia di fare un passo in avanti.

Abruzzo è…

La faccia di mia nonna, un panorama in cui mi perdo e, a volte, la rabbia.

“Uno spot per l’Abruzzo” ha avviato anche il suo tour per promuovere sul territorio l’intero progetto, per organizzare un incontro basta contattare il gruppo sull’indirizzo mail unospotperlabruzzo@gmail.com.

E’ ora di svegliarsi!

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