L'intervista

Yoga, Natura e il viaggio verso il “tutto”

1 Maggio 2016

Lo Yoga è la soppressione dei movimenti della coscienza

(Yoga Sutra Patanjali)

Anita Leombruni si è ritrovata a maneggiare un libro sulla yoga così per caso, travolta dal ritmo frenetico della sua vita, quella che conduceva prima di diventare istruttrice in questa disciplina. Era in Irlanda, dove lavorava in un allevamento di cavalli da corsa quando in una biblioteca, mentre studiava zootecnica, durante una pausa, le capita tra le mani questo volumetto. Tutto cambia. Da lì la curiosità  l’ha condotta, dal 2008 in poi, ad approfondire sempre più lo yoga frequentando diversi seminari e, nel 2013 ad abilitarsi come istruttrice con maestri italiani e indiani. L’amore per la natura, altra sua passione, ed il rispetto con il quale si è sempre soffermata a contemplarla, conscia del suo potere benefico, hanno fatto il resto e lo “Yoganeeta”, che poi è anche il nome della sua pagina Facebook, si è immerso negli splendidi paesaggi della Valle Peligna, gli scavi di Ercole Curino a Sulmona, ad esempio, sono tra questi. Ma l’estate porta con se altre sorprese…

 

In cosa consiste il progetto “Yoga sulla Majella” in collaborazione con Majellando?

Il progetto di Majellando è quello di proporre nei mesi di luglio e agosto la pratica yoga in vari posti sulla Majella. L’obiettivo è offrire ai turisti e agli abitanti la possibilità di avvicinarsi a questa pratica, da una parte abbinandola alla scoperta di un ambiente naturale unico e meraviglioso, praticando  di volta in volta in luoghi diversi ; dall’altra di sperimentarla  a stretto contatto con un ambiente sacro, vista la storia della nostra montagna madre.

Qual è l’importanza della natura in questa disciplina?

Spesso ci si avvicina allo yoga  per motivi di salute o estetici, in quanto la pratica delle asana, cioè l’esercizio yoga, ha effetti benefici sul fisico. Presto ci si accorge, però, che attraverso il recuperato ascolto del corpo e la presa di coscienza del respiro che ne guida costantemente i movimenti, ci si incammina in un percorso sempre più profondo di conoscenza di sé, arrivando a toccare altre sfere della vita, come quella spirituale e, ancor prima, quella etica del vivere una relazione sana, oltre che con sé stessi e gli altri, anche col mondo e le altre creature che lo popolano. Lo yoga permette la ri-unione con la vera natura di individuo integrato (fisicamente, mentalmente, emozionalmente e spiritualmente) ma anche con la Natura circostante, dalla quale la nostra vita non potrà mai prescindere! Con la pratica all’aperto, i benefici fisici e mentali dello yoga aumentano tangibilmente, e la percezione di essere uniti col resto del mondo si rafforza notevolmente. Lo yoga stesso, d’altronde, si è sviluppato nei secoli grazie a persone che vivevano in meditazione a strettissimo contatto con l’ambiente incontaminato, e che di conseguenza avevano sviluppato una profonda conoscenza delle leggi universali.

In che modo porta benefici alla persona e, se c’è, qual è il contatto che crea con il “tutto”?

Lo yoga, inteso come unione col tutto, è uno stato naturale dell’essere, siamo nati con questo stato, e poi lo abbiamo perso. Se osserviamo bene, ancora lo riscontriamo nei bambini e negli animali. La pratica ci aiuta a ritrovarlo. Al giorno d’oggi non possiamo minimamente immaginare quanto profonda  e grande fosse  in passato la conoscenza  e la connessione con il “tutto”, lontani come siamo dal mondo naturale, a causa del nostro odierno stile di vita. Ma allo stesso tempo non è neanche così difficile iniziare a riavvicinarci alla natura e quindi alla salute, a noi stessi, e agli altri. Siamo fortunati a vivere circondati da tanta bellezza quanta ce n’è in Abruzzo! Quindi  viviamola  e difendiamola in tutti i modi possibili! Lo yoga può essere uno di questi: è una via pratica, non solo filosofica e teorica per migliorare il nostro stile di vita e salvaguardare il pianeta!

Ma che cos’è lo yoga?

E’ una pratica che permette di riappropriarsi della capacità di ascoltare sé stessi e gli altri, della capacità di vivere nel momento presente, senza restare bloccati nel passato o proiettati con ansia nel futuro. Si sviluppa il rispetto per la vita in generale e l’empatia.  Praticamente si parte da sé stessi per arrivare alla riconnessione con gli altri, questo, per me, è uno dei suoi significati più importanti. Per noi occidentali è spesso più facile un approccio fisico allo yoga, iniziando dalla  pratica delle posizioni, da qui si innesca un circolo virtuoso di benessere che coinvolge anche lo stato emotivo e mentale, portando spesso i praticanti a voler  approfondire con pratiche più introspettive, come la meditazione,  acquisendo sempre più una concentrazione e un sano distacco  che permettono di affrontare la vita in maniera  semplicemente più serena.

Cosa consiglia alle persone vittime di un ritmo frenetico?

I consigli potrebbero essere tanti! Essendo stata io stessa una persona tendente all’iperattività, per esperienza personale, posso consigliare ciò che ha fatto bene a me: prima ancora di iniziare qualsiasi pratica più duratura, ricavarsi ogni giorno e senza scuse un po’ di tempo, anche breve, per stare in totale silenzio, in solitudine e tassativamente con cellulare e computer spenti. Per me è (ri)partito tutto da lì.

 

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